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ARTIGIANATO

I PRODOTTI ARTIGIANALI SALENTINI

Salvatore Rizzello scultore del mediterraneo

Salvatore nasce il 14 gennaio 1977, dopo il diploma al liceo artistico sperimentale Francesca Capece a Maglie (Lecce), frequenta il primo anno all’Accademia di Belle Arti di Carrara e conclude gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna dove frequenta il corso di scultura del maestro Mauro Mazzali. Nel 2002 si diploma con 110 e lode con la tesi dal titolo Megaliti: sculture di un tempo.

Nello stesso anno torna a Carpignano Salentino (Lecce), suo paese d’origine, dove avvia la OFFART DESIGN, studio di scultura contemporanea e design e scuola di scultura privata. Da qui continua la ricerca di un linguaggio personale che racconti un nuovo umanesimo, basato sull’integrità dell’essere umano e del suo ricongiungimento con sua madre: la natura.

In questa avventura cresce in lui l’idea di una scultura comunicativa, che dialoghi con l’ambiente circostante e la sua storia, dove sono celati quei valori ancestrali, terreni e spirituali, necessari alla rinascita dell’uomo contemporaneo.

Dal 1999 ad oggi partecipa a numerose mostre personali e collettive su tutto il territorio nazionale.

Nel 2008 tiene una personale presso la galleria Dicio Design di Milano.

Nel 2010 viene selezionato dal governo italiano - Ministero della gioventù, al meeting TNT festival dei giovani talenti tenutosi a Roma presso l’EUR palazzo dei congressi dal 17 al 21 novembre.

Nel dicembre 2011, in occasione del 150° anniversario della Unità d’Italia, partecipa alla mostra “LO STILE ITALIANO” nella prestigiosa location del Grimaldi Forum; la mostra è stata organizzata dall’Ambasciata d’Italia nel Principato di Monaco, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e di Sua Altezza Serenissima il Principe Alberto II.

Nel 2013 SAMUJI (marchio di moda e design Finlandese) usa, per la collezione primavera estate 2014, alcune “sculture per il corpo” in legno d’ulivo disegnate e realizzate da Rizzello. 

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LA SUA VISIONE

Un giorno guardando Lo zio Cosimo che potava un albero d’ulivo, gli chiese come facesse a scegliere i rami da recidere e quindi la forma finale dell’albero.

Lo zio portò la mano all’altezza degli occhi e la osservava come se, con tre dita, stringesse una sfera invisibile, poi disse: L’albero deve somigliare ad una mano.

Questa per lo scultore rappresenta ancora oggi la più grande lezione di estetica a cui abbia mai assistito; era la ricetta universale per cercare L’ARMONIA in ogni cosa.

Ma a volte la strada per la bellezza assume strane dinamiche. Qualche anno fa, Salvatore lavorava in un frantoio e un giorno è stato travolto da un trattore. Non ha provato dolore ma solo paura.

Nei mesi di convalescenza ha odiato tutto e tutti: gente ignorante, territorio arido. Il rancore stava rovinando tutto, stava cancellando anche le cose e le persone interessanti che appartenevano alla sua vita; stava diventando “cieco”.

Ritornato a lavorare nel frantoio Salvatore ha cominciato a concentrarmi sulle persone buone, sui contadini che sorridono e non su quelli che si piangono sempre addosso; ha notato che spesso l’olio era lo specchio dei produttori. L’olio buono apparteneva sempre a persone buone.

Era da qui che sarebbe ripartito.

Da lì a poco cominciò ad osservare le piante millenarie di ulivo, ha cominciato a sentirne il respiro, l’energia che emanano quando gli abbracci, un giorno in un campo vicino casa ha visto una grossa radice d’ulivo abbandonata; la sua attenzione è stata catturata da un grosso masso incastrato nel legno, la pietra era diventata parte integrante della pianta come in un abbraccio che non lascia respiro.

Portata nel suo studio la radice, è stata studiata a lungo, aprendola lo scultore si è tuffato nelle sue venature scoprendo che sono irripetibili e uniche come le nostre impronte digitali, disegnano il flusso di energia vorticosa che ha attraversato la pianta facendola vivere per centinaia di anni.

La sua ricerca sulla trasfigurazione della materia iniziata con la pietra ripartiva da una nuova materia: L’ULIVO, già irripetibile all’origine è parso subito naturale seguire questa strada.

I suoi oggetti sarebbero stati di volta in volta diversi come chi li avrebbe posseduti, sarebbero stati il risultato di pacifico incontro tra lui e l’ulivo in un assecondarsi di gesti. Non si vince contro l’ulivo, la sua personalità è fortissima, se cerchi di sopraffarlo ti soffoca con i suoi colori, i nodi e la caparbietà. Per ogni scultura Salvatore cerca il punto di incontro tra materia, idea e forma passando per lo stato d’animo del momento.

Allo scultore piace pensare che questa su ricerca possa essere utile ad una riappacificazione dell’uomo col proprio territorio.

 

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